In una Piazza del Popolo gremita si è svolta la manifestazione organizzata da R.ETE. Imprese Italia “Senza impresa non c’è Italia. Riprendiamoci il futuro”. Durante la manifestazione hanno preso la parola i cinque Presidenti delle Organizzazioni che costituiscono R.ETE., Marco Venturi, Presidente di R.ETE. Imprese Italia e di Confesercenti, Daniele Vaccarino, Presidente di CNA, Giacomo Basso, Presidente di Casartigiani, Carlo Sangalli, Presidente di Confcommercio e Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato.

La piazza durante la manifestazione

La piazza durante la manifestazione

I cinque Presidenti

I cinque Presidenti

Venturi : per il Presidente di turno di R.ETE. Imprese Italia Il nuovo governo e il Parlamento “devono prendere atto dell’enorme malessere e delle difficoltà che vivono le nostre imprese, devono cambiare registro e capire che senza di noi il Paese si ferma”.”Il prossimo governo ed il Parlamento devono cambiare registro”. È l’appello lanciato in apertura della manifestazione di Roma dal presidente di turno di R.ETE. Imprese Italia  e di Confesercenti, Marco Venturi. Il nuovo governo e Parlamento “devono prendere atto di questa grande forza, dell’enorme malessere, delle difficoltà che vivono le nostre imprese,devono cambiare registro e capire che senza di noi il Paese si ferma”. “Abbiamo pagato sulla nostra pelle – ha proseguito Venturi – e stiamo ancora pagando tutti gli errori di scelte politiche dissennate”. In particolare, il portavoce attuale di Rete Imprese Italia ha puntato il dito contro “una pressione fiscale che per le nostre imprese tocca il 66% anche a causa di una tassazione locale senza limiti”. Gli imprenditori non vogliono più essere usati come un bancomat e dicono basta ad un Fisco che soffoca e opprime: “diciamo basta alla scorciatoia fiscale, basta  usarci come  una cassa continua da cui prelevare ogni volta che c’è bisogno. Il sistema fiscale e tributario ci soffoca e ci opprime”. Rivolgendosi ai 60mila imprenditori in piazza, Venturi ha infine quindi ricordato che “tanti, troppi nostri colleghi hanno perso tutto. Ben 372mila imprese hanno chiuso nel 2013. Una enormità”.

Vaccarino: per il Presidente della CNA “è la giornata dell’orgoglio delle nostre associazioni e dei nostri imprenditori. L’orgoglio di chi sente dimenticato”. “Al governo diciamo: “basta sgambetti alle imprese”. Il presidente Cna Daniele Vaccarino, nel suo intervento, ha sottolineato che “oggi è la giornata dell’orgoglio delle nostre associazioni e dei nostri imprenditori. L’orgoglio di chi sente dimenticato”. “Le ragioni delle imprese devono diventare le ragioni del Paese. Siamo in un Paese – ha detto Vaccarino – in cui ogni tre giorni c’è un adempimento. Siamo l’unico Paese dove il digitale non ha sostituito il cartaceo. Per tracciare i rifiuti ci si è inventati un vero e proprio mostro come il Sistri ma non siamo noi ad aver creato la terra dei fuochi”. Tra le altre cose che ha rivendicato, Vaccarino ha detto che le imprese “vogliono la compensazione tra crediti e debiti. Noi vogliamo che le banche tornino a fare le banche”.  Per Vaccarino poi il mondo delle piccole imprese deve diventare il luogo “dove i giovani possono e vogliono lavorare”. Poi, rivolto alll’esecutivo che verrà, Vaccarino ha detto: “Al governo diciamo basta sgambetti alle imprese: la politica ci ha deluso ma nonostante tutto siamo qui per sostenere il Paese nel quale crediamo”. “Bisogna costruire – ha concluso il presidente Cna – un progetto sui punti di forza del Paese noi siamo tra questi. L’Italia deve ripartire da noi”.

Il Presidente Venturi

Il Presidente Venturi

Il presidente Vaccarino

Il presidente Vaccarino

Basso: Il Presidente di Casartigiani ha sottolineato che “mai è stato approvato un pacchetto, neanche sintetico, a favore della piccola impresa perché non siamo sufficientemente considerati”. Ma la manifestazione non può che cambiare le cose… “Quando abbiamo deciso di organizzare questa manifestazione alcuni fra noi erano perplessi e scettici. Ma data l’enorme partecipazione, possiamo dire che da oggi questa piazza può essere chiamata ‘Piazza del popolo degli imprenditori italiani. Fate sentire il vostro urlo, fatevi sentire perché vale più un urlo della piazza che cento discorsi”. Così Giacomo Basso, presidente di Casartigiani, ha commentato nel suo intervento il grande successo della manifestazione aggiungendo che “da oggi siamo più forti e rappresentativi” e sottolineando che “mai è stato approvato un pacchetto, neanche sintetico, a favore della piccola impresa. Non siamo sufficientemente considerati”. “Dal 2006 ad oggi – ha concluso Basso – 134mila aziende hanno chiuso. Noi non scappiamo e non delocalizziamo, siamo legati alla terra e a alla famiglia. Ma l’artigiano è solo davanti alla cartella della tasse, al funzionario di banca che dice no, ai tecnici lunari e agli ‘scienziati’.

Sangalli:   per il Presidente di Confcommercio “Siamo qui perché questa crisi ha lasciato e continua a lasciare cicatrici profonde sulla pelle delle nostre imprese. Troppi posti di lavoro sono stati persi e tanti colleghi e amici non ci sono più”. Sangalli ha poi citato una frase di papa Francesco, “non ci faremo rubare la speranza”: le persone che sono in questa piazza non si arrendono e non vogliono tirare i remi in barca ma – ha osservato Sangalli – non ci possono chiedere di remare sempre controcorente”. “I nostri problemi sono sempre quelli che ricordiamo: lavoro, credito consumi. Dobbiamo  abbassare di un punto l’Irpef e abolire l’Irap. Ridiamo fiato ai consumi e ridiamo fiducia agli imprenditori riaprendo i rubinetto del credito”. Inoltre ha osservato Sangalli, “dobbiamo combattere l’abusivismo e la contraffazione serve un nuovo sistema fiscale che venga incontro ai contribuenti”.  “Ci sono alcuni momenti – ha sottolineato il presidente di Confcommercio –  come le elezioni, dove noi siamo ricordati come il motore del Paese e dopo, improvvisamente, passata l’emozione elettorale, ritorniamo nel congelatore. Noi chiediamo rispetto perché meritiamo più rispetto. Ma come dobbiamo dirlo che non abbiamo più tempo e che è a rischio la pace sociale perché è pericoloso lasciare famiglie e imprese sull’orlo della disperazione”.  “Noi diciamo alla politica: fate i govermi, la legge elettorale e le riforme costituzionali ma fate anche quelle riforme che servono alle imprese. Dobbiamo fare in modo che fare impresa non diventi una missione impossibile”. “Qualcosa è cambiato – ha concluso Sangalli – la politica non può più fare finta di niente. Se non riceveranno adeguate risposte dal nuovo Governo gli imprenditori sono pronti a scendere nuovamente in piazza, più numerosi e determinati di oggi”.

Il Presidente Basso

Il Presidente Basso

Il Presidente Sangalli

Il Presidente Sangalli

Merletti:  il Presidente di Confartigianato ha evidennziato che gli imprenditori “non hanno perso la speranza, hanno perso la pazienza. La politica ci ha deluso, ma nonostante tutto siamo qui per sostenere l’Italia: rispettateci e date riconoscimento alle nostre ragioni”. Un grido di rabbia e delusione sul palco di Rete Imprese Italia a piazza del Popolo. “Ci siamo rotti i co….. –  ha gridato Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato – non ne posso più come imprenditore e come cittadino di essere soffocato da tasse e burocrazia”. Poi, rivolto al premier incaricato: “Matteo stai preoccupato, se non abbasserai le tasse alle piccole imprese ti faremo nero”. Merletti nel suo intervento di chiusura della manifestazione ha dichiarato che piccoli imprenditori, artigiani e commercianti sono scesi in piazza “per continuare a lavorare e non per cercare lo scontro” ma anche per avvertire la politica che il tempo è scaduto: “spiegate a lor signori che non abbiamo l’anello al naso”. “Questa manifestazione – ha concluso Merletti – non resterà solo nella nostra memoria ma nella storia, come la più grande manifestazione delle piccole e medie imprese italiane. Non abbiamo perso la speranza, abbiamo perso la pazienza. Non siamo sereni, siamo incazzati. La politica ci ha deluso, ma nonostante tutt siamo qui per sostenere l’Italia: rispettateci e date riconoscimento alle nostre ragioni”.

Il Presidente Merletti

Il Presidente Merletti

La piazza durante la manifestazione

La piazza durante la manifestazione