“Togliere di mezzo la trattenuta del 10% dai pagamenti effettuati a favore delle imprese, con bonifici bancari o postali legati a spese per le quali sono previste agevolazioni fiscali (come ristrutturazioni edilizie e risparmio energetico)”. E’ quanto chiede, in una lettera al ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il presidente di R.ETE. Imprese Italia, Carlo Sangalli, a nome delle organizzazioni rappresentate (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti). “Introdotta dal primo luglio scorso in ottica antievasiva utilizzando il contrasto di interessi tra l’impresa fornitrice e l’utente – recita la lettera – questa disposizione penalizza le imprese regolari, quelle che correttamente fatturano i corrispettivi e assolvono gli obblighi fiscali”.“Sul piano fiscale, si istituisce una ulteriore anticipazione del prelievo che, peraltro calcolato sui ricavi anziché sul reddito, sommandosi ai normali acconti di imposta già versati, determinerà di sicuro un incremento delle posizioni a credito”. “Ci preoccupano – prosegue Sangalli – provvedimenti come questo che rischiano di ridurre anziché aumentare il positivo effetto sinora riscontrato dagli incentivi fiscali sulle ristrutturazioni e manutenzioni, giudicati dalle Pmi del patto Capranica, una delle misure realmente efficaci nel far emergere il lavoro nero. In sostanza, all’effettuazione dei pagamenti con bonifico bancario o postale, necessari per chi voglia usufruire della detrazione del 36% nel caso delle ristrutturazioni edilizie o del 55% per il risparmio energetico, viene automaticamente applicata a carico delle imprese una ritenuta d’acconto del 10%”. “Pur condividendo – conclude Sangalli –  la necessità di una efficace lotta contro l’evasione fiscale, R.ETE. Imprese Italia chiede al responsabile del Tesoro di superare la norma o quantomeno, che venga ridotta in maniera consistente la percentuale della ritenuta applicata”.