R.ETE. Imprese Italia scrive al Presidente del Consiglio per chiedere che vengano riconfermate in finanziaria le detrazioni del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Caro Presidente,

le Confederazioni aderenti a R.E TE. Imprese Italia apprendono con rammarico che nel maxiemendamento presentato dal Tuo Governo sulla legge di stabilità A.C. 3778, non è previsto il rifinanziamento della misura del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici introdotta con la legge finanziaria per il 2007.

Desideriamo evidenziarTi, in proposito, che i risultati ottenuti dal meccanismo incentivante nel triennio 2007-2009 dimostrano, sia in termini di numerosità degli investimenti che di energia risparmiata, come tale agevolazione sia da considerare un utile ed efficace strumento per promuovere l’efficienza energetica e, al contempo, dare impulso all’economia.

Nel dettaglio, i dati emersi dagli Enti preposti al monitoraggio e dai Ministeri competenti, testimoniano che:

  •  la riduzione dei consumi totali di prodotti energetici è stata di 6,7 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (tep);
  •  le emissioni di COsono state ridotte di 18 milioni di tonnellate;
  •  sono stati creati oltre 120 mila nuovi posti di lavoro;
  •  il risparmio per la bilancia dei pagamenti è stato di oltre 2,5 milioni di euro;
  •  è stato compiuto un forte balzo in avanti dall’industria e dall’intero sistema produttivo nazionale in termini di innovazione, produzione e vendita dei  nuovi materiali per l’efficienza;
  • sono stati realizzati oltre otto miliardi di investimenti nel 2009 con più di 10 miliardi di benefici da gettito fiscale aggiuntivo;
  • vi è stato un incremento apprezzabile del valore degli immobili.

I benefici ottenuti sono stati 5 volte superiori alle mancate entrate fiscali.
È per queste ragioni che Ti chiediamo di voler stabilizzare l’attuale meccanismo incentivante del 55%, in scadenza il 31 dicembre 2010. Si rischia, altrimenti, di perdere un’importante occasione di sviluppo economico ed occupazionale in settori che possono giocare un ruolo fondamentale per il rilancio della nostra economia.

Al contrario, qualora fosse confermato il mancato rifinanziamento del 55%, si perderebbe una grande occasione per sostenere l’economia, ridurre il tasso di disoccupazione, contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali in termini di riduzione delle emissioni e contenere l’evasione fiscale.