Ieri, 2 febbraio 2011, presso la sede di R.ETE. Imprese Italia, si è svolto il primo tavolo di riflessione sulla rappresentanza  dal titolo «La rappresentanza nella congiuntura socio politica: opinionismo e lobbying ». Al tavolo, presieduto da Giuseppe De Rita,  Presidente della Fondazione R.ETE. Imprese Italia, erano presenti  esponenti del mondo sindacale e datoriale ed in particolare: Giorgio Guerrini  Presidente R.ETE. Imprese Italia, Maria Pia Camusi  Direttore R.ETE. Imprese Italia, Fulvio Fammoni  Segretario Confederale CGIL, Paolo Mezzio Segretario Confederale CISL, Pino Briano UIL, Paolo Varesi Segretario Confederale UGL,  Edoardo Garrone  Vice Presidente per l’Organizzazione e marketing associativo Confindustria, Paolo Garonna Direttore Generale ANIA, Carlo Capoccioni  Responsabile Relazioni Esterne ABI, Giorgio Bertinelli  Vice Presidente Legacoop, Ezio Castiglione Segretario Nazionale economico sindacale Coldiretti, Alberto Giombetti  Coordinatore Giunta Nazionale CIA, Federico Vecchioni  Presidente Confagricoltura, Cesare Fumagalli  Segretario Generale Confartigianato, Sergio Silvestrini  Segretario Generale Cna, Luigi Taranto  Direttore Generale Confcommercio, Paolo Feltrin Consigliere Fondazione R.ETE. Imprese Italia e Stefano Zan  Consigliere Fondazione R.ETE. Imprese Italia.

Il tavolo é il primo step  di un percorso di riflessione che la Fondazione R.ETE. Imprese Italia intende sviluppare nei prossimi mesi, nella convinzione che l’evoluzione della rappresentanza costituisca un elemento cruciale per la crescita.

Fra le organizzazioni di rappresentanza datoriali e dei lavoratori sta crescendo la voglia di creare una cultura comune anche salvaguardando le differenze di storia e di organizzazione che le caratterizzano. In tale prospettiva è stato sottolineato sopratutto il sentimento di “solitudine della rappresentanza”, non più in grado di dialogare proficuamente con il canale delle decisioni politiche sempre meno capace di cambiamento strategico.

Una sensazione che insieme al sopraggiungere della crisi economica e anche in presenza di timidi segnali di un suo superamento, ha richiesto ancora una volta alle associazioni di rappresentanza un “colpo di reni”, in primo luogo con un maggiore radicamento sul territorio, in secondo luogo con l’intensificazione del lavoro di lobbying, e in terzo luogo con un più deciso sforzo di comunicazione e di opinione.

Nel corso del dibattito che ha coinvolto tutti i partecipanti all’incontro il Presidente di R.ETE. Imprese Italia Giorgio Guerrini, ha messo in particolare evidenza «l’importanza del processo che ha portato alla costituzione di R.ETE. Imprese Italia,  sottolineando come la rappresentanza del sistema delle piccole e medie imprese e dell’impresa diffusa, (punto di forza del nostro sistema produttivo e elemento veicolante di salvaguardia sociale) non poteva essere lasciata allo stato pulviscolare nel quale versava negli anni passati, ma andava ricondotta ad una nuova logica di coerenza che la massa complessiva di questo sistema – più di 2,5 milioni di aziende – richiede ».

Giuseppe De Rita, nel suo intervento ha sottolineato «la necessità che la funzione di lobbying non sia confinata al mero ambito specifico delle technicalities, ma che assuma carattere più ampio attraverso proposte di respiro generale: con la creazione di nuovi format di interessi, comuni a blocchi e a soggetti diversi e sui quali rinnovare la propria azione (come ad esempio l’internazionalizzazione e l’innovazione nel lavoro e nelle imprese); e con lo sviluppo di partnership incrociate, anche come soluzione in grado di ovviare al vuoto della politica (rapporto tra sistema bancario e sistema associativo, ad esempio)».

La Fondazione R.ETE. Imprese Italia nei prossimi mesi continuerà nella sua attività di approfondimento culturale con le parti sociali con tre incontri dedicati ai temi del rapporto tra rappresentanza e territorio, alla costituzione di nuovi legami di partnership fra i soggetti attivi dello sviluppo – banche, imprese, lavoro –, alle forme di comunicazione e di rappresentazione dei soggetti intermedi.