Il recepimento della direttiva sui pagamenti tra privat sembra non aver finora portato i benefici che le MPMI si attendevano. I tempi entro i quali le fatture vengono saldate dai propri clienti rimangono lunghi,solitamente superiori ai 60 giorni e nel 35,8% dei casi perfino ai 90. L’applicazione della legge deve, infatti, fare i conti con un contesto economico che continua a logorarsi, rendendo spesso difficile disporre della liquidità necessaria. I miglioramenti, pur presenti, sono circoscritti alle regioni dell’Italia settentrionale, mentre tutta la parte centro-meridionale del Paese ha visto la propria situazione peggiorare ulteriormente. Nonostante il contesto difficile, tuttavia, le MPMI si stanno impegnando per svolgere al meglio il proprio compito. Non è tra di loro che vanno ricercati “i peggiori pagatori”, bensì tra le imprese più grandi e tra quelle che hanno rapporti con le Pubbliche Amministrazioni. Le MPMI pagano i fornitori in tempi relativamente brevi: nell’80% dei casi inferiori ai 60 giorni e nel 25% già entro i 30 giorni. Naturalmente tale quadro d’insieme è però influenzato in misura considerevole dal comparto in cui l’azienda opera. Condizioni di estrema vulnerabilità, in particolare, si riscontrano nel settore delle costruzioni,dove tempi di pagamento molto lunghi sembrano attualmente inevitabili.

Questi alcuni dei dati che emergono dalla rilevazione su un campione rappresentativo di 1.000 aziende di dimensione inferiore ai 250 addetti realizzata dalla Fondazione R.E TE. Imprese Italia.